Ai nastri di partenza la Programmazione Comunitaria 2014-20 e il Programma Aree Interne

E’ in fase di avanzata definizione l’Accordo di Partenariato che regola la programmazione di tutti gli strumenti finanziari a finalità strutturale destinati all’Italia per il periodo 2014-2020. In tale contesto,un […]

E’ in fase di avanzata definizione l’Accordo di Partenariato che regola la programmazione di tutti gli strumenti finanziari a finalità strutturale destinati all’Italia per il periodo 2014-2020.

In tale contesto,un posto di particolare rilievo viene dedicato o al Programma Aree Interne che caratterizzerà la programmazione del prossimo sessennio in tutte le aree del nostro Paese. La definizione del Programma – presentato in anteprima ad Ottobre 2012 dall’allora Ministro Fabrizio Barca all’Evento Borghi & Centri Storici organizzato nell’ambito del MADEexpo dalla Borghi Srl – è stata possibile grazie alle riflessioni, alle esperienze e al contributo di una molteplicità di soggetti. Anche la nostra società con il suo Presidente Michele Esposto ha fornito un contributo di riflessioni e proposte  in particolare sul tema del contributo allo sviluppo socio-economico del nostro Paese che può venire da strategie integrate incentrate sul recupero e la valorizzazione dei nostri tanti borghi e piccoli comuni.

Le Aree Interne rappresentano una rilevante opzione strategica per la Programmazione 2014-2020. La nuova Programmazione dei Fondi comunitari offre l’opportunità di costruire una strategia che, muovendo da azioni private e pubbliche insieme a politiche nazionali, dia carattere propulsivo alla ripresa dello sviluppo economico e sociale dell’Italia: la Strategia nazionale per le Aree interne.

Sono definite “interne” quelle aree significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (di istruzione, salute e mobilità), ma ricche di importanti risorse ambientali e culturali e fortemente diversificate per natura e a seguito di secolari processi di antropizzazione. Vive in queste aree circa un quarto della popolazione italiana, in una porzione di territorio che supera il sessanta per cento del totale e che è organizzata in oltre quattromila Comuni.

La dimensione territoriale delle Aree interne è stata individuata dal documento Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi strutturali 2014-2020 e trova spazio nella bozza di Accordo di partenariato 2014-2020 inviata il 9 dicembre scorso alla Commissione Europea.

La Strategia si pone l’obiettivo globale di migliorare le tendenze demografiche in atto: riduzione dell’emigrazione da questi territori, attrazione di nuovi residenti, ripresa delle nascite, modifica della composizione per età a favore delle classi più giovani.

L’intervento riguarderà all’inizio un numero limitato di aree, una per Regione. Potrà contare su un presidio nazionale e sarà attuato da diversi livelli di governo in forte coordinamento tra loro. Vedrà sempre due linee di azione convergenti: una diretta a promuovere lo sviluppo attraverso progetti finanziati dai diversi fondi europei disponibili, l’altra diretta ad assicurare a queste stesse aree livelli adeguati di cittadinanza in alcuni servizi essenziali (salute istruzione e mobilità) soprattutto attraverso un ribilanciamento delle decisioni di politica ordinaria. Prevederà tempi certi e uno stretto e aperto monitoraggio degli interventi

Più in generale, l’Accordo di Partenariato, partendo da una analisi di scenario macroeconomico, evidenzia la necessità di utilizzare i fondi del prossimo ciclo principalmente per contribuire al superamento della pesante crisi economica in corso, che ha aggravato i problemi di coesione territoriale e i divari interni al Paese. A tal fine, viene disegnata una strategia che, da un lato, sostiene l’opportunità di azioni antirecessive di supporto alle imprese ed all’occupazione nei primi anni della programmazione, dall’altro, si propone di sostenere i processi di riorganizzazione ed innovazione delle imprese, promuovendo sia l’innalzamento della qualità delle produzioni, sia la crescita di settori a più alta tecnologia. Nelle regioni meridionali, a tali interventi si affianca anche un’azione di crescita quantitativa e qualitativa delle attività produttive, anche in segmenti produttivi non pienamente utilizzati. Un impegno altrettanto rilevante viene posto sulle persone, intese non solo come beneficiarie di un sostegno (se in difficoltà), ma come fattore di competitività del sistema produttivo.

Le risorse comunitarie oggetto dell’Accordo ammontano a 41,6 miliardi di euro, di cui 31,2 relative ai Fondi strutturali e 10,4 per lo sviluppo rurale – FEASR (la dotazione FEAMP, fondo per la pesca, non è quantificata, non essendo stato ancora approvato il relativo Regolamento). A queste risorse vanno aggiunte quelle del cofinanziamento nazionale. Rispetto ai 31,2 miliardi di Fondi Strutturali, la proposta presentata prevede uno stanziamento di circa 7,6 mld. per le Regioni più sviluppate, di 1,4 mld. per le Regioni in transizione e di 22,2 mld. per le Regioni più in ritardo.

Coerentemente con le indicazioni della Commissione Europea, la bozza di Accordo individua 11 Obiettivi tematici (OT), per ciascuno dei quali viene proposta un’allocazione delle sole risorse comunitarie e vengono declinati i risultati attesi. Conseguentemente alla strategia delineata, l’OT3 (Competitività delle PMI) è quello che fa registrare la più consistente allocazione di risorse (circa il 15%), e a seguire: all’OT8 (Occupazione) il 13%; all’OT10 (Istruzione e formazione) il 13%; all’OT1 (Ricerca) il 10%; all’OT4 (Energia) il 10%; all’OT9 (Inclusione Sociale) il 10%; all’OT6 (Ambiente) l’8,5%; all’OT2 (Agenda Digitale) il 6%; all’OT5 (Climate Change) il 2,5%; all’OT11 (Capacità delle Amministrazioni e Assistenza tecnica) l’8,5%; il 5% all’OT7 per il completamento di progetti di infrastrutture di trasporto, nelle sole regioni in ritardo, a cui si aggiungeranno le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (i cui tempi di utilizzo sono meno rigidi di quelli comunitari), per interventi di infrastrutturazione e di tipo ambientale.

L’Accordo (il confronto su questo punto è ancora in corso) indica poi i Programmi Operativi in cui dovrebbero essere articolati gli obiettivi tematici. Oltre ai Programmi Regionali in tutte le regioni e provincie autonome a valere sul FESR e FSE, sono previsti: Programmi Nazionali per tutte le categorie di regioni in materia di Occupazione; Inclusione sociale; Istruzione; Città metropolitane; Capacità della PA; Programmi Nazionali nelle regioni in transizione ed in quelle meno sviluppate in materia di Ricerca e Innovazione, Imprese e Competitività; Programmi Nazionali/Multiregionali per le sole regioni meno sviluppate, dedicati a Infrastrutture e reti, Beni culturali, Legalità.

Come preannunciato, la proposta contenuta nell’Accordo viene definita come ancora suscettibile di aggiustamenti, derivanti dall’ulteriore approfondimento tecnico e partenariale e in relazione anche agli esiti del confronto, tuttora in corso, sul riparto delle risorse tra territori.

30/12/2012

UN PROGETTO PER LE “AREE INTERNE” DELL’ITALIA

Il 15 dicembre 2012 si è tenuto a Roma il seminario “Nuove strategie per la programmazione 2014-2020 della politica regionale: le aree interne” organizzato dal Ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca. Anche la nostra Società – dopo aver ospitato il Ministro Barca a Milano in occasione dell’Evento Borghi&Centri Storici –  è stata invitata a offrire un contributo di riflessioni e proposte per favorire l’avvio di una progettualità a scala territoriale  sul tema del recupero e della valorizzazione dei borghi del nostro Paese (scarica qui i contributi di Borghi Srl presentati nel corso dell’evento).

Sul sito del Ministero è possibile visionare l’intero evento e scaricare i contributi dei vari relatori. –> CLICCA QUI

Vi invitiamo a contattarci per ulteriori informazioni sull’avvio dei progetti di valorizzazione dei borghi italiani e sulle modalità della nostra assistenza.

L’Italia dei Borghi” – Intervento di Michele Esposto, Presidente Borghi Srl (file PDF, 60 KB)

L’Italia dei Borghi” – Presentazione di Francesco Quagliuolo, Amministratore Delegato Borghi Srl (file PDF, 2 MB)